La riabilitazione dopo ricostruzione del legamento crociato anteriore non è un percorso lineare né standardizzabile. Richiede capacità di lettura clinica, gestione progressiva del carico, utilizzo di criteri oggettivi e una visione chiara del ritorno allo sport come processo, non come semplice traguardo temporale. In questa intervista, Gionata Prosperi, fisioterapista con formazione specifica in ambito sportivo e strength & conditioning, racconta il proprio approccio alla riabilitazione post ACL-R, soffermandosi sul ruolo del fisioterapista nelle diverse fasi del percorso, dall’immediato post-operatorio fino alla preparazione alla performance e alla prevenzione delle recidive.
Le tematiche affrontate nell’intervista saranno sviluppate e approfondite all’interno del corso ACL-R REHAB: dalla Chirurgia al Return To Sport, in programma a Firenze (Sesto Fiorentino) il 28 febbraio e 1 marzo 2026, un percorso formativo residenziale dedicato alla gestione completa del paziente operato di LCA, con crediti ECM in fase di assegnazione.
- Nel percorso post ACL-R, quali sono oggi secondo te gli errori più frequenti nella riabilitazione che possono compromettere il ritorno allo sport?
Chiaramente una riabilitazione guidata dal tempo e non dai criteri oggettivi: 6-9 mesi in realtà son sono più sufficienti per garantire un sicuro Return To Sport. Inoltre, anche se molti percorsi rispettano le fasi temporali purtroppo non rispettano criteri come forza, potenza, controllo e capacità sport-specifiche, con conseguenti comparse di strategie compensatorie durante task sport specific, come salti e cambi di direzione, che si tradurranno in una ridotta performance ed aumentato rischio di re – injuries. - Quanto è cambiato negli ultimi anni il concetto di Return to Sport dopo ricostruzione del LCA e perché non possiamo più basarci solo sul “tempo”?
Il processo di ligamentizzazione è uno dei motivi biologici principali per cui oggi sappiamo che 6–9 mesi non bastano per un sicuro ritorno allo sport. Bisogna minimo rispettare la fase di maturazione del neo legamento: 12 -24 mesi.
Motivo per cui dobbiamo allungare di più il nostro iter riabilitativo e basarsi su validi criteri oggettivi e soggettivi. Il concetto chiave non sarà più quello di “aspettare”, ma usare il tempo biologico in modo intelligente, lavorando su un modello di progressione dei carichi basato sulle fasi biologiche. - Quali criteri clinici e funzionali consideri davvero imprescindibili per autorizzare un rientro sicuro all’attività sportiva?
Quando si parla di Return to sport non si parla solo di semplici test da somministrare all’atleta ma bensì di un termine che si deve basare su un processo decisionale multidimensionale. Con la moderna tecnologia (pedane di forza) sono emersi test clinici funzionali che identificano meglio quei deficit presenti anche a distanza di mesi dopo l’iter riabilitativo, come il Single leg jump ed il single leg drop jump. Sarò fondamentale quindi saperli interpretare e saper pianificare, di conseguenza, programmi adeguati di training riabilitativo/performanti al fine di migliorare la capacità di produzione ed assorbimento delle forze, senza dimenticare qual è la vera e reale esposizione allo sport. - Nel lavoro quotidiano, quanto conta l’integrazione tra fisioterapista, chirurgo e medico dello sport nella gestione del paziente ACL-R?
Nel post ACL-R l’integrazione tra fisioterapista, chirurgo, medico dello sport e preparatore atletico è uno dei fattori che più spesso distingue un percorso “che arriva a fine rehab” da uno che porta davvero a rientro, performance e longevità sportiva.
Quindi l’ACL – R non è solo un intervento chirurgico, né solo una riabilitazione muscolo-scheletrica. È un processo lungo in cui convivono: biologia del graft, controllo dei carichi, adattamenti neuromuscolari, fattori psicologici e richieste sportive reali. - Cosa si porteranno a casa i partecipanti da questo corso in termini di strumenti concreti da applicare subito nella pratica clinica?
Ogni partecipante, a seguito di questo corso, si porterà a casa una roadmap decisionale completa post ACL-R, ovvero una vera e propria mappa clinica che permetterà’ ad ognuno di strutturare le varie fasi del percorso, con criteri e non con il tempo, integrando biologia, forza, funzione e campo.
Ogni partecipante saprà strutturare una batteria di test, sulla base di quali usare, quando usarli e come decidere sulla base dei risultati ottenuti.
Si porteranno via una vera e propria linea guida per gestire la fase iniziale, per introdurre e sviluppare la pliometria , con esempi di transizione palestra – campo.

