Applicazioni e sviluppi dell’Intelligenza Artificiale in sanità: opportunità e criticità. Intervista a Fabrizio Cattadori

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L’intelligenza artificiale sta trasformando rapidamente il mondo della sanità, ponendo nuove opportunità ma anche interrogativi complessi sul piano etico, professionale e organizzativo. Il corso FAD “Applicazioni e sviluppi dell’Intelligenza Artificiale in sanità. Quali opportunità? Quali criticità? (10 ECM)”, promosso da Sinergia & Sviluppo e accreditato ECM per tutte le professioni sanitarie, nasce proprio con l’obiettivo di fornire strumenti aggiornati e una chiave di lettura critica per comprendere un cambiamento già in atto.

In questa intervista, il docente del corso, l’ingegnere biomedico Fabrizio Cattadori, approfondisce applicazioni concrete, rischi e prospettive future dell’AI nella pratica sanitaria.

Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale ha fatto passi avanti rapidissimi. Quali sono oggi le applicazioni più concrete già presenti nel sistema sanitario?

In Italia temo che siamo ancora indietro purtroppo… ma credo che a livello di elaborazione delle immagini / video come in tac/risonanze a titolo di esempio si possano vedere ottimi benefici concreti, questo anche nelle elaborazioni di segnali tipo cardiologico o più complesso, o il big data in statistica medica.

Molti professionisti sanitari percepiscono l’AI come qualcosa di molto tecnico e lontano dalla pratica clinica. In che modo questi strumenti stanno entrando, o entreranno, nel lavoro quotidiano di medici e altri operatori sanitari?

In una prima fase sarà utile affiancare i recenti modelli di ragionamento a pareri di medici esperti del settore, come una sorta di ulteriore consulenza per esplorare strade meno evidenti, o semplicemente evitare errori dati da stanchezza/fretta. Ma penso anche banalmente ad app dermatologiche per analisi dei nei, da tenere nel taschino del dermatologo day by day.

Accanto alle opportunità emergono anche criticità: quali sono i principali rischi nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale in ambito sanitario?

Purtroppo le AI non sono spesso validate con affidabilità adatte a casi in cui in gioco è la vita umana, esistono ancora allucinazioni/imperfezioni e rischi di utilizzare modelli non addestrati con dati di sufficiente qualità / attendibilità… e penso anche alla mancanza di umanità e flessibilità di affidarsi totalmente a sistemi automatici. Non trascurerei anche rischi legati al marketing… Il tema è MOLTO serio e l’approccio deve mantenere l’Etica al centro.

Il corso sottolinea anche l’importanza di sviluppare una capacità critica. Quali competenze dovrebbe acquisire oggi un professionista sanitario per utilizzare l’AI in modo consapevole?

Domanda molto difficile, direi che una propria capacità critica nel proprio settore si può sviluppare essenzialmente affiancando alla parte teorica anche una parte operativa, sul paziente e maturarla negli anni di esperienza, con una certa umiltà. Mi riferisco soprattutto ai giovanissimi che nascono imparando a fidarsi ciecamente delle “macchine”:… le macchine le costruiamo e addestriamo noi…

Guardando al futuro prossimo: l’intelligenza artificiale sarà soprattutto uno strumento di supporto alle decisioni cliniche o potrebbe cambiare più radicalmente il modo in cui funziona il sistema sanitario?

Credo assolutamente lo debba cambiare in modo molto più “radicale”. Mi viene in mente (giusto per fare un esempio banale): la fisioterapia riabilitativa, le analisi fini del movimento con robot che implementano la rieducazione dopo aver individuato dove si trova il problema. Ma mi piacerebbe vederle tra qualche anno persino nei triage dei pronti soccorsi per migliorare i processi di cura, cercando però di evitare la rigidità che i sistemi informatici spesso impongono.

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