L’ecografia muscoloscheletrica, l’esame neurologico e la neurodinamica rappresentano oggi strumenti sempre più importanti per il fisioterapista chiamato a orientarsi tra sintomi complessi, quadri clinici sovrapposti e problematiche che coinvolgono il sistema nervoso periferico.
Nel corso ECM “Ecografia, esame neurologico e neurodinamico: valutazione integrata nel ragionamento clinico del fisioterapista”, Paolo Bertacchini propone un approccio integrato e fortemente clinico, finalizzato a costruire una valutazione più precisa e funzionale attraverso l’integrazione tra anamnesi, test neurologici, neurodinamica, test speciali ed ecografia.
Fisioterapista OMT accreditato OMT-IFOMPT presso DVMT, Bertacchini svolge attività clinica e didattica nell’ambito dei disordini neuromuscoloscheletrici ed è docente a contratto presso le Università di Bologna, Perugia ed eCampus. È inoltre ideatore del Neurofascialvascular Training, proposta evolutiva del trattamento neurodinamico, e autore di pubblicazioni scientifiche internazionali dedicate a neurodinamica e NFVT.
In vista del corso in programma il 26 e 27 settembre 2026 a Bologna, gli abbiamo rivolto alcune domande per approfondire il ruolo dell’ecografia nel ragionamento clinico del fisioterapista, l’integrazione tra valutazione neurologica e muscoloscheletrica e l’approccio pratico che caratterizzerà le due giornate formative.
Nel corso propone un’integrazione tra ecografia, esame neurologico e neurodinamica. Qual è il principale vantaggio clinico di questo approccio rispetto a una valutazione più tradizionale?
Il vantaggio clinico consiste nell’integrare una rilevante mole di informazioni, rappresentata da sintomi, segni clinici e dati strumentali, all’interno del ragionamento clinico, al fine di inquadrare in modo più accurato gli intrappolamenti nervosi periferici. In particolare, l’utilizzo dell’ecografia rappresenta un’importante integrazione sia come possibile misura di outcome, sia come strumento di imaging utile per valutare la morfologia del nervo. Tali informazioni possono essere affiancate all’esame clinico e incorporate nel ragionamento clinico del fisioterapista.
Molti fisioterapisti si trovano davanti a sintomi sovrapponibili tra componente muscoloscheletrica e coinvolgimento neurologico. Quali strumenti concreti potranno acquisire durante il corso per orientarsi meglio nella diagnosi differenziale?
Per differenziare un sintomo o un problema di origine neurologica da una condizione derivante prevalentemente dal sistema muscolo-scheletrico, verrà illustrato come, all’interno del ragionamento clinico, una serie di informazioni debba essere ricondotta al sistema nervoso e confermata attraverso una cascata di elementi clinici. Tra questi rientrano i test speciali riferibili alle diverse sindromi da intrappolamento nervoso, ma anche un accurato esame neurologico e neurodinamico, finalizzato a valutare la presenza di fenomeni di loss of function o gain of function. In aggiunta, l’esame ecografico può fornire informazioni complementari sullo stato morfologico del nervo periferico e sulla sua mobilità all’interno del letto anatomico.
Una parte importante del corso è dedicata alla pratica. Su quali competenze manuali e cliniche si concentrerà maggiormente durante le esercitazioni?
Durante il corso verranno illustrati i principali test clinici, selezionati secondo i principi dell’Evidence-Based Practice, per l’inquadramento degli intrappolamenti nervosi periferici. Saranno inoltre dimostrati i test della neurodinamica classica, integrati da un dettagliato esame neurologico volto a valutare la conduzione nervosa, con particolare attenzione all’esame delle diverse modalità sensitive e all’eventuale presenza di sensibilizzazione centrale del dolore.Una parte rilevante del corso sarà dedicata al trattamento. Verranno dimostrati esercizi di neurodinamica tradizionale e, soprattutto, sarà illustrato e tradotto nella pratica dai partecipanti il nuovo metodo elaborato dal docente, il Neurofascialvascular Training. Tale approccio è finalizzato al trattamento del dolore neurogenico periferico e può trovare applicazione anche in presenza di problematiche vascolari selezionate. Il docente presenterà inoltre alcuni articoli relativi a questa metodica, già pubblicati su riviste internazionali, al fine di evidenziarne le potenzialità cliniche e applicative.
Nel programma compare anche il Neurofascialvascular Training, approccio da Lei sviluppato. Di cosa si tratta e perché può rappresentare un’evoluzione interessante nel trattamento neurodinamico?
Il Neurofascialvascular Training è un approccio progressivo al trattamento del dolore neurogenico periferico che integra i principi della neurodinamica con il coinvolgimento del sistema fasciale e la stimolazione del sistema vascolare. L’evoluzione rispetto al trattamento neurodinamico classico è rappresentata dall’integrazione delle traiettorie neurodinamiche con movimenti globali del corpo, finalizzati a mettere in tensione in modo controllato le catene miofasciali.In questo modo, il razionale terapeutico non si limita alla mobilizzazione del nervo periferico, ma mira a favorire lo scorrimento del tessuto connettivo intra- ed extraneurale, con l’obiettivo di contribuire alla riduzione dell’edema e della congestione tissutale potenzialmente responsabili della sintomatologia dolorosa. I movimenti attivi, inoltre, possono stimolare la pompa muscolare, favorendo la dinamica dei fluidi degli arti e facilitando i processi di drenaggio.Gli esercizi possono essere applicati secondo una progressione graduale, modulata in base alla fase clinica, all’irritabilità dei sintomi e alla tolleranza del paziente, includendo anche adattamenti specifici per la fase acuta o acutissima.
A chi consiglierebbe maggiormente questo corso? È pensato principalmente per professionisti esperti o può essere utile anche a fisioterapisti che desiderano strutturare meglio il proprio ragionamento clinico?
Direi entrambi o per meglio dire a tutti i colleghi fisioterapisti che si occupano di pazienti affetti da neuropatie o dolori legati al coinvolgimento del sistema nervoso periferico ma anche problemi vascolari periferici come il fenomeno di Raynaud.
Per tutti i dettagli vai al Corso ECM “Ecografia, esame neurologico e neurodinamico: valutazione integrata nel ragionamento clinico del fisioterapista”.

